Polvere d’asfalto e di cristallo
per una goccia di sale
È come un mantello della ragione
ora, che non c’è più nessuno
Se ti pettino i capelli
mi innamoro dei tuoi nodi
Scioglie l’ossido nel bicchiere
e lo deposita
per non schiarire i pensieri
per i respiri affannati
e tutti i dadi truccati
Mi lasci in ginocchio e di te
non mi resta che il sogno
E hai cosparso le tue biglie
delle mie ceneri
perchè tutti i miei profeti hanno invocato
gli sputi delle tue
parole masticate
Questi occhi non sapranno
che vuol dire
desiderare un altro
Le tende spiovono
come una caverna:
il mio terrore
mi precede a salti
Tu sai che amarci
sarà come
strapparci le ossa
Si può allentare la morsa del buio?
Il piede trema
come una catena
dalla coscia alla caviglia
Ti ho amato nei respiri irregolari,
tra le frasi scoordinate da chiosco di giornali
Nella pausa un poco assorta tra spezzoni della vita
Nel sorriso quasi sbieco,
sulla punta delle dita
Non hai capito la statua di sale?
Il soffio gelido e puntuto che affila le rotaie
Perché tutto questo solo
è la tomba della noia
è la bestia sotto al boia
della tua sciocca compassione
Perché hai coperto il rumore dell’eco
quando hai cosparso la gola di vetro
e spezzato con un fischio
il mio collo volto al cielo

