Ingredienti:
-250 gr di caserecce
-1/4 di zucca delica
-3 gambi di cipollotto
-salsa di soia
-aceto di vino rosso
-zucchero
-rosmarino
-olio
-sale
-pepe
Procedimento:
Eccoci di nuovo qui. Da dove partire però? Allora intanto ero estremamente fiero del fatto che questa volta avessi deciso di provare la ricetta già consapevole del fatto che l’avrei inserita nel giornale, tanto che mi sono organizzato anche con le foto come suggerito dal buon vecchio Raffo. Peccato che poi mi ritrovo sempre un po’ all’ultimo a scriverle e la scadenza si avvicina, mi dico sempre che questa è la volta che balzo, ma poi in qualche modo le parole vengono e la streak continua.
L’ultima ricetta la scrivevo da un’aula di Unito (non dirò quale), questa invece da un hotel a Macerata, arrivato dopo l’ennesimo viaggio della speranza. Ma ora basta chiacchere, focus, ho chiaramente voglia di distrarmi, ma questa non è un’aula studio dopo le 17.
Partiamo subito e partiamo forte. Per prima cosa preparate la zucca, prima privandola della buccia e dei semi all’interno e poi procedendo a tagliarla finemente. Ci tengo a sottolineare finemente perché tanto ne faremo una crema e se siete poco furbi come me quando ho provato la ricetta finirete di cucinare insieme agli amanti del pranzo alle 16. Va bene che gli ultimi saranno i primi, ma gradirei avere una routine più simile a un essere umano, che a un antropomorfo ammasso di cultura meme e disagio; ma non importa, si va avanti.
Letteralmente si va avanti, perché la zucca la mettiamo a cuocere su un giro d’olio abbondante, la saliamo, la pepiamo e aggiungiamo mezzo bicchiere d’acqua. Copriamo la zucca e passiamo a decidere che strada vogliamo prendere nella vita, e no, non parlo dell’uni, nè della vita sentimentale o di che altro, ma di che erba usare per la zucca. La tradizione e il buon senso dicono rosmarino, tanto che l’ho aggiunto nella ricetta appositamente; la mia cesta semi vuota (e depredata, chi vuole intendere intenda) dice origano. ”Eh ma non sono la stessa cosa” verissimo, nulla da dire, però puntualmente dimentico di comprarlo e in qualche modo si deve fare.
A questo punto la zucca sarà morbida e un cucchiaio sarà sufficiente per schiacciarla, non stiamo a sporcare il frullatore dai. Ci aggiungiamo un po’ d’acqua ancora e caliamo la pasta direttamente nella crema, come fosse una lunga risottatura. Il tempo di cottura sarà circa un terzo in più, ma ne varrà la pena.
Infine, mentre aspettiamo che cuocia la pasta, stufiamo dolcemente il cipollotto con un filo d’olio e, quando sarà morbido, lo caramelliamo con un cucchiaio di salsa di soia, uno di aceto e uno di zucchero. Il colore dovrà oscillare tra il viola e il marrone, a perfetto contrasto cromatico e di gusto con la nostra ”pasta arancione”.
Finiamo quindi con l’impiattamento. In una ciotola mettiamo la pasta che sarà al dente quando la salsa avrà consumato parte della sua acqua, cuocendola, e aggiungiamo il cipollotto. Se volete essere persone di classe procedete a fare delle quenelle aiutandovi con due cucchiai, se come me avete fame dopo un’intensa mattina di uni state chill sullo stile che di gusto siete coperti tanto.
Fatemi sapere se vi è piaciuta e ringrazio my g Ahmed per le foto. Ciaooo.