COLONIALISMO CHIMICO – L’ACCORDO UE-MERCOSUR E L’INCHIESTA DI FADA COLLECTIVE

A partire dal 1° maggio entrerà in vigore, in via temporanea, l’accordo UE-Mercosur che mira a creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo con l’apertura del mercato tra l’Unione Europea e il Mercado Común del Sur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay).

In breve, l’intesa punta a facilitare l’esportazione europea di prodotti industriali, chimici e farmaceutici e l’importazione di materie prime e prodotti agricoli, in primis carne, dal Sud America.

Anche se ufficialmente si afferma che tra gli scopi principali ci siano la salvaguardia dei diritti lavorativi e la sostenibilità ambientale, è chiaro che la maggior parte dei vantaggi si traduca in benefici per l’Unione Europea. Infatti, dopo oltre vent’anni di negoziati, l’UE ha deciso di sottoscrivere questo accordo in un periodo storico in cui, per evitare di rimanere isolata, ha bisogno di nuovi partner strategici.

Gli unici ad essersi indignati dinanzi a quest’intesa sono le associazioni dei produttori agricoli, preoccupate di veder compromessi i propri interessi. Le criticità maggiori derivano, quindi, da perplessità di tipo economico e non di matrice ambientale, quando nella realtà la scelta di rivolgersi a paesi a basso e medio reddito ha come diretta conseguenza l’ulteriore impoverimento di territori già segnati da decenni di colture intensive, deforestazione e condizioni di lavoro precarie. La nobile intenzione dell’Unione di migliorare le condizioni ambientali e lavorative appare, quindi, smantellata quando si realizza che gli standard agroalimentari europei per i prodotti in arrivo non verranno modificati, mentre sarà possibile esportare senza dazi fitofarmaci prodotti nel Vecchio Continente, anche se vietati dalla nostra stessa normativa.

Ciò che allarma maggiormente è l’impatto che l’uso di pesticidi, dannosi per la salute, ha sulle persone che abitano i territori limitrofi a dove viene usato. Il caso più eclatante è quello dell’erbicida glifosato, il cui utilizzo in Europa è vietato già da anni, mentre in paesi come Brasile e Argentina viene impiegato a campo aperto, spruzzandolo direttamente dagli aerei.

Si è quindi tornati a discutere di colonialismo chimico, una questione che esiste da molto prima della recente denuncia legata all’intesa tra l’Unione Europea e il Mercosur.

 

Nel corso del 2024, giornalisti e fotografi di FADA Collective hanno seguito le filiere globali della chimica agricola, restituendo un reportage dettagliato che narra di un divario tra un’Europa che ci tiene a tutelarsi e che impone nuove restrizioni sull’uso dei pesticidi, ma non sulla produzione che invece ha come smercio quei paesi già fragili. Si crea, quindi, una politica di dominio e sfruttamento che non è altro che una nuova forma di colonialismo, che passa in sordina perché non è subito riconoscibile come un metodo di conquista. Eppure, l’uso delle conoscenze chimiche nelle mani dell’agrobusiness, diventa un potente strumento di controllo economico che limita fortemente la sovranità alimentare dei paesi interessati.

FADA Collective riunisce dal 2020 giornalisti freelance italiani intenzionati a raccontare la complessità del mondo che ci circonda, ponendo al centro la tutela dei diritti, la salvaguardia dell’ambiente e la giustizia sociale. Queste giornaliste e giornalisti operano come redazione indipendente, cercando di creare un dialogo tra il mondo del giornalismo d’inchiesta e la partecipazione civica. Ad esempio, il loro reportage “Colonialismo chimico”, non è solo un’inchiesta giornalistica frutto di un anno di lavoro tra Indonesia, Costa Rica, Tunisia e Costa d’Avorio, ma è anche diventata una mostra fotografica che ha puntato ad avvicinare la popolazione italiana a questo tema, cercando di sensibilizzare o meglio, responsabilizzare, i visitatori attraverso delle immagini che esponevano una realtà agghiacciante che ci può apparire molto distante, ma che poi ci obbliga a riflettere sulle nostre scelte.

 

Sara Manisera, componente del FADA collective, ha concentrato la propria ricerca sulle monocolture di ananas e di banane in Costa Rica, esempio a mio avviso calzante per comprendere che cosa sia il colonialismo chimico. Questo paese centroamericano, con oltre 83.000 ettari di terreno coltivati ​​a banane e ananas, è il terzo esportatore mondiale di banane, il principale produttore di ananas e il sesto paese per uso di pesticidi. Se questi numeri sembrano già allarmanti, bisogna tener anche presente che tra il 2000 e il 2015 la produzione di ananas nel paese è aumentata del 700%, avendo come diretta conseguenza una deforestazione massiccia e un’incidenza disastrosa sulla salute delle comunità locali.

Nel reportage Manisera racconta come la produzione di questi frutti avvenga attraverso pratiche agricole intensive e il ricorso a pesticidi proibiti in altre parti del mondo, come il fungicida Mancozeb, esportato da BASF Italia. Si tratta spesso di sostanze con potenziali effetti cancerogeni e considerate interferenti endocrini, responsabili quindi di potenziali danni cerebrali su bambini e feti e con un impatto devastante sugli ecosistemi e gli organismi acquatici. Il loro uso risponde però alla logica della massimizzazione della resa quantitativa ed estetica che va a rispondere alla richiesta di questi frutti che arriva principalmente da nazioni europee (inclusa l’Italia).

 

 

Approfondimenti

. https://www.fadacollective.com/

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Sitografia

. Dalle lacrime dei campi ai profitti dei fondi: il lato oscuro dell’agribusiness – Ossigeno

https://ossigeno.net/dalle-lacrime-dei-campi-ai-profitti-dei-fondi-il-lato-oscuro-dellagribusiness/            (Visitato il 3 aprile)

. Dietro la vostra frutta, ci sono le nostre lacrime. Il gusto amaro delle banane dal Costa Rica all’Europa – IRPI MEDIA

https://irpimedia.irpi.eu/pesticidiallavoro-costa-rica-pesticidi-banane-ananas-europa/       (Visitato il 5 aprile)

. Every time the planes pass, my eyes burn: the hidden cost of Costa Rican bananas – The Guardian

https://www.theguardian.com/global-development/2024/sep/17/every-time-the-planes-pass-my-eyes-burn-the-hidden-cost-of-costa-rican-bananas        (Visitato il 5 aprile)

. L’accordo Ue-Mercosur verso il funzionamento temporaneo ma c’è chi teme danni alla salute dell’ambiente e delle persone – Wired

https://www.wired.it/article/accordo-ue-mercosur-funzionamento-temporaneo/    (Visitato il 3 aprile)

. L’accordo UE-Mercosur si applicherà in via provvisoria a decorrere dal 1° maggio 2026 – Commissione europea

https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/laccordo-ue-mercosur-si-applichera-provvisoria-decorrere-dal-1deg-maggio-2026-2026-03-23_it         (Visitato il 3 aprile)

 

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