FUORISEGGIANDO – LE PASSEGGIATE DEL FUORISEDE A TORINO: EP. 1 CIT TURIN

Buonsalve popolo di EinaudiTo, vi presento questa nuova sezione che si propone di diventare una rassegna di luoghi, più o meno insoliti, della città che ci accoglie.

Quest’idea è nata dal fatto che, spesso, i nuovi arrivati sul piano chiedano consigli su cosa visitare al loro arrivo nella città sabauda. E quando si inizia a fare una carrellata di luoghi di interesse, puntualmente anche i veterani scoprono di non conoscere così bene la cosiddetta “Città Magica”, poiché considerata da alcuni la capitale dell’occultismo europeo insieme a Lione e Praga.

L’obiettivo è, quindi, quello di avvicinare il più possibile i collegiali a quella Torino che ormai chiamano casa, ma che delle volte andrebbe riscoperta con gli occhi del turista curioso, attento ed estremamente consapevole della realtà a cui si affaccia.

La destinazione che ho scelto per il primo episodio è un intero quartiere, negli ultimi tempi tornato in voga forse perché considerato estremamente instagrammabile, che permette di conoscere da vicino l’architettura del primo Novecento.

La caratteristica, infatti, di questo rione è l’uniformità architettonica all’insegna dello stile Liberty. Ma la presenza di un intero quartiere segnato dall’Art Nouveau non dovrebbe di certo stupire, dato che quasi tutte le grandi città ne posseggono uno ed il motivo è legato al periodo storico proprio di questo movimento artistico: la Belle Époque.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento il Liberty divenne, infatti, lo stile identitario della borghesia industriale di tutta Europa e incarnò la nuova spinta alla modernità, propria della rinnovata fiducia nel progresso scientifico.

Nuovi quartieri iniziarono, dunque, a sorgere in tutta Italia con l’obiettivo sicuramente di ostentare la ricchezza borghese, ma anche per dimostrare come l’arte possa essere integrata nella vita quotidiana. Così Torino, poco dopo la prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna che ebbe proprio luogo nella città sabauda, si vide trasformata dai contributi dei più eccelsi artisti dell’epoca, primo fra tutti Pietro Fenoglio, caposcuola per eccellenza del Liberty torinese.

L’opera di Fenoglio si distingue per il ricorso frequente a tonalità pastello; logge, vetrate ed archi che combinano elementi strutturali con vetro e ferro e l’eleganza della linea con elementi geometrici-floreali. L’esempio più emblematico, dove si possono riconoscere tutti questi elementi è Casa Fenoglio-Lafleur, ideata come casa-studio personale dell’architetto torinese e che potrebbe idealmente aprire un vostro tour nel quartiere Cit Turin se decidete di arrivare a piedi da San Donato, oppure con la metro scendendo alla fermata Principi d’Acaja (l’effetto meraviglia, in questo caso, è assicurato).

La vasta ripresa edilizia della Belle Époque ebbe come motore propulsore le ingenti sovvenzioni dell’impresario Giovanni Battista Carrera, il quale arricchì la zona con numerosi edifici in stile decò e neogotico, avvalendosi soprattutto della bravura di un altro architetto italiano che primeggiò nel Liberty. Si tratta di Gottardo Gussoni a cui si devono la realizzazione del Palazzo della Vittoria, la Casa del Faro e la Torre Westminster.

Il primo edificio è in stile eclettico con una marcata influenza del neogotico francese e si riconosce per l’imponente torretta merlata e la decorazione del portale d’ingresso, dove compare una coppia di draghi, identitaria dell’abitazione tanto da essere soprannominata “Casa dei Draghi”.

La Casa del Faro deve, invece, il suo nome al caratteristico bovindo circolare che decora l’angolo dell’edificio e che ricorda la struttura di una torre di segnalazione marittima.

In ultimo vi è la Torre Westminster, facente parte dell’elegante Palazzo Ansaldi, che domina l’intero complesso proprio per la sua caratteristica di essere una torretta merlata con orologio.

 

Buona passeggiata, fuorisede!

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