L’Erasmus è un’esperienza che si fatica a descrivere a parole: è un periodo di crescita, costituisce quell’arco di tempo in cui uno studente universitario inevitabilmente cresce, intellettualmente e socialmente.
Molti studenti adesso vivono da fuorisede, quindi sono già abituati a vivere in appartamenti da soli, ma in Erasmus è ben diverso; non si abita “solo” all’interno di un appartamento, ma si abita anche in un Paese e, magari, anche in un continente diverso. Questo significa restare un semestre o un intero anno accademico lontano dai propri amici e dai propri affetti; naturalmente ci si può sentire con videochiamate e ci si può andare a trovare, ma la routine quotidiana che caratterizzava la vita di prima è totalmente stravolta.
Anche il ritorno a casa, dopo questo periodo fuori, non è un elemento da sottovalutare: è difficile riprendere i ritmi le abitudini precedenti, o magari non s’intende nemmeno riaverli, perché si è scoperto che, in fondo, questa nuova quotidianità non è poi così male.
Io ho svolto il mio Erasmus al secondo semestre del secondo anno di università e sono andata in Germania. La partenza mi ha molto rattristata: ero entrata in Collegio da poco e avevo appena iniziato a stringere nuove amicizie, partire sarebbe stato come doverle abbandonare e poi riprenderle da capo. In realtà poi non è andata affatto così: sono riuscita a mantenere i contatti con alcune persone e non mi sono mai sentita sola in questo periodo. Poi bisogna anche dire che la Germania non mi abbia nemmeno accolta nel migliore dei modi: pur essendo arrivata lì a metà marzo, le temperature sono rimaste intorno ai 15°C fino a fine aprile…
Nonostante questo, bisogna dire che alla fine ciò che una persona ricorda più volentieri del proprio Erasmus è altro: nel mio caso, ricordo volentieri che grazie al biglietto dei trasporti tedesco (Deutschlandsemesterticket) ho avuto l’opportunità di viaggiare gratis in tutta la Germania; ho stretto amicizie con le mie compagne di corso tedesche e anche con studenti Erasmus provenienti da tutto il resto del mondo. Alla fine il problema “clima” l’ho anche messo in secondo piano!
Rientrare in Collegio dopo l’Erasmus nel mio caso è stato come rientrare dopo una vacanza: io mi sentivo certamente cambiata, ma così anche i miei compagni, pur in modo differente. Nel primo periodo molti mi chiedevano di raccontare questa esperienza, fra cui anche le matricole, ed è stato un po’ come se mi fossi portata un po’ di Germania, un po’ di Erasmus, un po’ di questo periodo con me. Ed è stato un elemento che mi ha unito ancora di più al Collegio.
