I colori sono un po’ come le emozioni.
Tante, tantissime sfumature, tutte diverse agli occhi di ognuno.
Tante, tantissime esperienze, tutte diverse nella vita di ognuno.
Nel camerino di un teatro, un’attrice improvvisa davanti allo specchio.
Stupore, paura, disgusto e disincanto.
Espressioni della vita e maschere da portare su un palco per donare un momento catartico al pubblico.
Un bambino davanti alla vetrina di un gelataio.
Nel riflesso scorgo la gioia più semplice. E poi…poi quel broncio così buffo ed umano quando scopre che non potrà mangiare un gelato perché lui e il papà stanno andando troppo di fretta. In ospedale li aspetta la mamma che ha appena partorito una nuova peste.
Un ragazzo che piange perchè troppo spesso gli è stato detto cosa fare, cosa scegliere, cosa dire.
Ma oggi lui piange perchè si sente realizzato.
Spesso vengono tarpate le ali a chi sogna troppo in grande, ma ci si dimentica che anche chi ha ambizioni più banali spesso viene giudicato.
Un’anziana in una sala ďaspetto di un ospedale.
Ľapprensione che si legge sul volto solcato dalla vita vissuta.
Ľagitazione nelle mani artritiche.
Ľinquitudine negli occhi celesti, perché quelle stesse iridi forse non si rispecchieranno mai più in un paio castane che ľavevano fatta innamorare ad una sagra di paese cinquant’anni prima.
Il rumore, ľeuforia e ľesultanza più sfrenata ti circonda.
Tu, invece, sei ancora seduto lì, su quella sedia incastrata nel cemento che un tempo era ďun verde brillante, ma ormai è solo più un vecchio ricordo sbiadito dal sole.
Tu sei ancora seduto lì perchè non hai ancora realizzato: in quel piccolo stadio di provincia dove ti portava il nonno la domenica, si è fatta la storia della tua squadra del cuore.
Mi fa ridere, quando nei film, le ragazze chiedono al proprio fidanzato di descrivere il colore del loro rossetto e loro irrimediabilmente risponderanno con un asettico “rosso”, mentre le prime di aspettavano una risposta degna delle competenze di un’artista manierista.
Scena stereotipata, siamo tutti ďaccordo. Ma io in quei quindici secondi di pellicola ci vedo molto di più.
A tutti è capitato di vedere un tramonto, uno di quelli mozzafiato.
Ma se tutti avessimo visto lo stesso, anche solo per un nanosecondo, ognuno avrebbe visto una tonalità di colore dominante diversa da quella osservata da un’altra persona.
Così, la mia paura, la tua rassegnazione, il vostro imbarazzo, la nostra felicità hanno tutte una faccia diversa.
Tutte nuances diverse, tutte emozioni differenti suscitate dallo stesso tramonto.
