PALAZZO DELLA MEMORIA: COME MIGLIORARE IL PROPRIO METODO DI STUDIO

Eccoci con il terzo ed ultimo articolo sul palazzo della memoria. Come è andata con le mnemotecniche? Avete provato a fare l’esercizio finale? Avevo promesso sarei partito da qui per darvi qualche consiglio su che immagini avrei creato io, ricordandovi però che le immagini devono essere personali. Per esempio, con oratoria preletteraria penserei a dei primitivi che con dei bastoni incidono dei segni sulla terra, così da tentare di comunicare, anche se non sanno ancora scrivere. Oppure Gracchi, penserei a delle cornacchie che gracchiano. Per ricordare la sesta epoca, avrei immaginato che ci siano delle ortensie (Artensio) tagliate con delle cesoie (Cesare) da Cicerone, che vedo come persona saggia e matura. Infine, finita la potatura, si accorge di aver fatto un brutto lavoro (Bruto), che è assai raro (=44 in conversione fonetica) a Roma (=43). E così via.

Addentriamoci ora su come implementare il proprio metodo di studio con questi potenti mezzi. Sono presenti molti corsi online che spiegano come preparare esami con il Palazzo della Memoria e questo articolo non vuole risultare una copia sbiadita di ciò che è acquistabile online, in quanto parto con meno competenze e non ho studiato come chi propone i corsi, ma da interessato vi dirò cosa ha funzionato nella mia esperienza. L’intento è dunque condividere ciò che ho sperimentato in prima persona. Secondo me il Palazzo della Memoria può essere usato su due livelli.

Il primo è per ricordare un elenco specifico, ricco di dettagli, come può essere l’esempio proposto alla fine dello scorso articolo. Si sceglie un posto e si inizia a riempire con le informazioni che si intende memorizzare. Così facendo non andrete a stravolgere il vostro metodo di studio, ma per quelle parti in cui è necessario uno sforzo mnemonico più intenso può tornare utile. Così avrete il vostro luogo con una serie di informazioni tecniche e precise, che vi permetteranno di ricordarle con facilità.

L’altro uso che si può fare del Palazzo della Memoria è studiare integralmente gli esami così. Questo processo è più laborioso, ma assai efficace. Presenta infatti almeno 3 vantaggi: il primo è che se si dimentica un’informazione in un luogo non si intaccano quelle successive, in quanto scollegate. Il secondo è che si riesce a dare un ordine ai discorsi, seguendo l’ordine con cui abbiamo riempito i loci, ed il terzo è che possiamo aggiungere molti dettagli, come date, luoghi e nomi.

Vi presenterò dunque questo processo di memorizzazione.

Innanzitutto, è importante organizzare le informazioni, per poterle poi memorizzare. Il mio consiglio è di creare degli schemi a cascata su tutto il materiale che si intende memorizzare, a partire dalle informazioni più esterne e ramificando sempre di più i dettagli. Fare una sorta di elenco puntato, dove si va sempre più in profondità. Di seguito un esempio.

  • Costituzione Italiana
    • Articoli
      • Principi Fondamentali
        • Italia repubblica democratica fondata sul lavoro
        • Repubblica riconosce diritti inviolabili
        • ….
      • Parte 1
        • Rapporti Civili
          • ….
          • ….
        • Rapporti Etico-Sociali

E così andare avanti a scomporre le informazioni. Questa fase vi richiederà molto tempo, ma sarà di vitale importanza per il prosieguo.

Una volta terminata l’organizzazione delle informazioni, si passa alla vera e propria fase di memorizzazione. È conveniente fare delle mappe mentali, in cui si mette al centro il macro-argomento, da cui si diramano tutte le informazioni, come nella foto sotto, in cui ci sono alcuni dei miei schemi utilizzati al Liceo.

Come si vede, non è necessario inserire tutta un’informazione nella mappa mentale, ma poche parole che me la facciano ricordare. Intanto, posso controllare l’informazione dettagliata negli schemi a cascata. Soprattutto se abbiamo seguito le lezioni, poi, una volta ricordata una parola chiave, non sarà necessario ricordare le parole esatte di tutta la spiegazione, ma soltanto quei concetti che mi possono guidare nel discorso. Si sceglie dunque un posto e lo si inizia a riempire. Un punto importante è il seguente: non è necessario che un luogo si conosca alla perfezione, ma anche se non è perfetto rispetto all’originale, l’importante è che ci ricordiamo a grandi linee come è fatto, così da poterlo riempire. Se poi nella casa dell’amico delle elementari il divano era a sinistra e non a destra, non cambia nulla, l’importante è che mi ricordo sempre dove penso che sia.

In questa fase di memorizzazione, per essere più efficienti, è bene darsi un tempo. 10 minuti per creare la mappa mentale, 10 minuti per memorizzarla, 5 minuti per ripassarla. Con ripassarla, non si intende creare un discorso come fossi all’esame. Non è questo il momento. Ora serve ripassare le immagini create, velocemente, che rimangano impresse, quasi come fosse un flusso di pensieri e le parole scorressero rapidamente.

Quando si terminano di memorizzare tutte le informazioni, si può iniziare la fase di rifinitura. Ora è importante andare a ripetere come fossimo all’esame, creando un discorso omogeneo e fluente, partendo dalle parole chiave ed immagini create.

Con questo esempio si capirà meglio. Nelle mie mappe mentali di Ovidio, ho scritto le seguenti informazioni:

  • Nasce a Sulmona nel 43
  • Quod temptabat dicere versus erat
  • Distico Elegiaco: esametro + pentametro

Queste sono alcune delle informazioni che ho memorizzato con il palazzo della memoria, ma in fase di discorso si direbbe qualcosa come: Ovidio è uno scrittore latino nato nel 43 avanti Cristo a Sulmona. La sua predisposizione alla poesia si nota si da subito e, come ci dice lui stesso, “quod temptabat dicere versus erat”, ovvero ciò che cercava di dire era poesia. Questo indica il talento genuino dell’autore e la sua grande dote del comporre poesia. In particolare, nelle sue liriche, il metro utilizzato è il distico elegiaco, ovvero la composizione di un esametro e di un pentametro in successione. E così via. Si evince subito in poche parole chiave si riesca subito a creare un discorso omogeneo.

Il consiglio più importante di tutti è sperimentare: ognuno può implementare il proprio metodo di studio usando il Palazzo della Memoria, per colmare alcune sue lacune. Se per esempio si hanno difficoltà a memorizzare le date può essere utile convertirle foneticamente, oppure se ci si ricorda bene i dettagli, ma non si riesce a creare linearità nei discorsi, dimenticando alcuni passaggi, si può usare il Palazzo della Memoria per le parole chiave, magari con i titoli dei paragrafi, così da creare un discorso omogeneo e guidarci in fase espositiva.

Ovviamente il palazzo della memoria può essere usato sia per le materie scientifiche che per quelle umanistiche, sta a voi riuscire a trarre i benefici che questo metodo comporta e poter migliorare il vostro metodo di studio.

Abbiamo iniziato questa serie di tre articoli chiedendoci se fosse possibile preparare gli esami in cinque giorni. La risposta è che non c’è una risposta e cinque giorni sono solo un numero, ma spero di avervi illustrato un metodo che non conoscevate, che vi possa risultare utile in futuro.

Se avete dubbi, curiosità o desiderate altre informazioni non esitate a scrivermi, sarò lieto di rispondervi. A presto

 

Giulio Pich
altri post