GUIDA ALL’USO DI QUESTO POTENTE STRUMENTO PER PERFEZIONARE LO STUDIO
Capita spesso di imbattersi in pubblicità di metodi di studio innovativi, alternativi, che, stando alle parole di chi deve vendere, permettono di preparare gli esami in 5 giorni, prendere tutti 30 e altre storie del genere. È tutta menzogna oppure può esserci qualcosa di utile in fondo?
La prima volta che ho sentito parlare del Palazzo della Memoria è stato durante la quarantena, quando per riempire le giornate, mi sono imbattuto in un video su Youtube di Andrea Muzii, ex campione mondiale di memoria (sì esistono le gare anche di questo) e divulgatore improntato al miglioramento delle proprie abilità cognitive. Sono stato affascinato, sin da quel momento, dal potenziale umano che non sappiamo di avere ed allora ho iniziato a documentarmi (https://youtu.be/MHulnuY2JtQ?si=pW9BCvyy5HB31_PZ link per vedere una breve dimostrazione di ciò che la mente umana è in grado di fare). Da lì in poi si è aperto un mondo, che mi ha portato a sperimentare diversi metodi e l’idea di questa rubrica, che sarà composta da una serie di 3 o 4 articoli, è di portare qualche consiglio utile e pratico, basato sulla mia esperienza, da poter adottare per migliorare il modo con cui studiamo ogni giorno. Ovviamente non riuscirete solamente leggendo questi articoli a memorizzare un mazzo di carte in 12 secondi come fa Andrea nel video, ma chissà che da qui non troviate un nuovo argomento di vostro interesse.
Quando bisogna fare promozione al metodo si narrano grandi personaggi che già nell’antica Roma usavano questo metodo, come Cicerone per ricordarsi le sue orazioni, Aristotele e molti altri, ma ciò che è più interessante è capire come è nato questo geniale metodo, grazie a Simonide di Ceo, poeta lirico greco vissuto tra il V ed il VI secolo a.C. La leggenda narra che Simonide, durante una sua permanenza presso il re tessalo Skopas, fu uno dei pochi superstiti al crollo del palazzo nel quale stavano mangiando, poiché uscì da esso nel momento del crollo ad accogliere degli ospiti. Quando poi cercarono di riconoscere i cadaveri ricoperti di macerie e dunque indistinguibili, per capire chi fosse sopravvissuto, l’unico che comprese l’identità dei deceduti fu proprio Simonide, poiché, pensando a come era disposti i commensali durante il pranzo, fu in grado di discernere l’uno dall’altro.
Cosa c’entra dunque questa storia con il Palazzo della Memoria? Ora ci arriviamo. Il principio cardine del Palazzo della Memoria si basa su una tipologia di memoria presente in ognuno di noi, che però non viene spesso sfruttata: la memoria spaziale. Infatti, vi invito a chiudere gli occhi e fare quanto segue: pensate di essere a casa vostra all’ingresso e di dovervi dirigere nella vostra camera da letto: mentre fate il tragitto cosa vedete? In che stanze passate? È difficile ricordarsi se, mentre andate in camera, la cucina si trova sulla destra o sulla sinistra? E in cucina il frigo dove si trova rispetto al lavandino? Sembrano domande banali, ma vi esorto a provare a rispondervi.
Bene, ci siete riusciti? Ovviamente è una domanda retorica, è facile ricordarsi dove si trovano le stanze di casa propria, ma il principio alla base è proprio questo. Quando bisogna memorizzare un’informazione si può sfruttare questa memoria spaziale. Se ad ogni informazione che dobbiamo immagazzinare associamo un’immagine e poi la posizioniamo mentalmente in un luogo che conosciamo, e iteriamo con molte immagini in posti diversi, ripercorrendo i luoghi di cui sappiamo esattamente la loro posizione (il frigo era a destra o sinistra del lavandino?) avremo memorizzato queste immagini. Avendo creato noi un collegamento tra l’informazione e l’immagine, sarà facile risalire al contenuto da memorizzare a partire dall’immagine.
So che non ci crederete, che magari pensate che non sia una cosa per tutti, di non essere all’altezza…provate a fare questo esperimento con me.
Partiremo da un luogo che tutte le persone del Collegio conoscono: l’ingresso della sezione Mole e il piano -1, dove si trovano lavanderia, aule studio, palestra, ecc. Se riuscite, man mano che leggete, chiudete gli occhi e concentratevi a vedere davvero le immagini come fossero realmente davanti a voi.
Iniziamo: immaginate di essere in quei pochi scalini da percorrere quando si vuole entrare nel collegio e, camminando, siete convinti di essere arrivati in cima, ma spunta un altro gradino, poi ancora uno, poi ancora uno e così all’INFINITO: non riuscite ad arrivare in cima a questi gradini, anche se erano pochissimi ma ora sono di numero infinito. Finalmente, dopo un’eternità finiscono e allora state per entrare ma oramai è SERA e ci sono cento persone che esco per andare a FARE UNA FESTA a cui dovevate andare anche voi, ma essendo arrivati in ritardo non siete riusciti a prepararvi in tempo. Riuscite, dopo aver fatto transitare tutte queste persone ad entrare. All’interno non c’è la luce, ma intravedete che qualcosa dall’ascensore si illumina. La aprite e c’è la LUNA nell’ascensore, che irradia una luce accecante. Improvvisamente, mentre state scendendo al piano -1, si aprono le porte dell’ascensore e vi accasciate per terra, un SOGNO stupendo. Vi risvegliate, convinti siano passati 10 minuti ed invece sono trascorsi 70 anni. Oramai non c’è più nessuno in collegio, è tutto chiuso, nessuno studente: capite che avete perso i vostri anni più belli e vi toccherà vivere una VITA SOLITARIA. Allora vi rialzate, andate verso la sala giochi, aprite la porta ed una tarantola di 15 cm vi salta in faccia. Uno SPAVENTO del genere non vi è mai capitato, soprattutto DI NOTTE e siete così spaventati che vi risvegliate e scoprite che non sono passati 70 anni e siete ancora in collegio. Nel ricordarvi di vivere al meglio gli anni più belli, avete anche imparato i nomi degli Idilli di Leopardi. Infatti, per quanto assurda sembri questa storia, se la ripercorrete trovate l’informazione che volevate: i nomi degli Idilli di Leopardi. Infatti, la scala era infinita (INFINITO), oramai si è fatta sera e tutti escono per andare alla festa (LA SERA AL DÌ DI FESTA). L’ascensore emetteva una luce fortissima, cos’era? La luna (ALLA LUNA). Arrivavate al -1 e cadevate in un sogno (IL SOGNO), e al risveglio eravate vecchi e dovevate vivere una vita solitaria (LA VITA SOLITARIA). Fortunatamente in sala giochi la tarantola enorme vi ha fatto fare uno spavento notturno (LO SPAVENTO NOTTURNO) e tutto tornava alla normalità.
Sembra un procedimento lungo e macchinoso, ma se ripercorrete le immagini, anche solo un paio di volte, vi resteranno a lungo impresse. Questo è il principio alla base e nei prossimi articoli vedremo come dargli un’utilità pratica e sfruttare le potenzialità che non conosciamo del nostro cervello. Perché preparare un esame in 5 giorni da zero non sono sicuro sia possibile ed il Palazzo della Memoria non permette di fare miracoli, ma nei prossimi pezzi, con consigli pratici ed alcune delle principali mnemotecniche vi illustrerò come usare questi potenti strumenti. Nell’attesa del prossimo numero, provate a sperimentare come nell’esempio degli Idilli di Leopardi. Se per esempio dovete fare la spesa, non scrivete una lista sulle note del telefono (perché facciamo tutti così), ma provate a posizionare tutti i prodotti che dovete acquistare in luoghi che conoscete e sperimentate così le potenzialità del Palazzo della Memoria. All’inizio potrà richiedervi un po’ più tempo, via via diventerà sempre più facile usare questo potente strumento.
“Non aspettate il momento giusto per fare le cose, l’unico momento giusto è adesso” (Anonimo)

