PALAZZO DELLA MEMORIA: GUIDA ALL’USO DELLE MNEMOTECNICHE

Ben ritrovati con questa seconda puntata sul Palazzo della Memoria. L’intento è di entrare nel vivo delle tecniche di memorizzazione, in maniera più approfondita. Come è andato l’esperimento della scorsa volta? Chi ha provato a memorizzare la propria lista della spesa? Dopo la vita solitaria qual era l’ultimo idillio di Leopardi?

A seguito dell’introduzione della scorsa volta, in questo articolo andremo a sondare le principali tecniche di memoria, utili per affinare il proprio metodo di studio, ovvero il PAV, il Link Method, la Conversione Fonetica e il Palazzo della Memoria. Pronti al decollo? Allacciate le cinture e partiamo per questo viaggio insieme…

PAV (Paradosso Azione Vivido)

Il nome è già molto esemplificativo di ciò che significa. Infatti, quando bisogna memorizzare un’informazione associandola ad un’immagine, non basta creare la prima idea che ci passa per la testa, ma ci sono dei criteri da applicare per rendere la memorizzazione più efficace. Qui entra in gioco il PAV. L’immagine che andremo a creare dovrà essere innanzitutto paradossale. Questo perché più un’immagine è strana più sarà facile ricordarla. La scena dev’essere inoltre resa attiva: ricordare una statua ferma è difficile, ma se penso che mentre ci passo vicino mi sta cadendo addosso e riesco ad evitare tutti i blocchi di marmo come fossi in Matrix, ecco lì sarà più semplice ricordare la situazione. Infine, dev’essere il tutto più vivido possibile: bisogna essere coinvolti nell’azione in tutto e per tutto, come se stessi vivendo un sogno ad occhi aperti. Devo immaginarmi le sensazioni che l’immagine provoca in me come fosse proprio dove sono io.

Vi propongo ora un esempio, che strizza l’occhio ai Matematici e ai Fisici, che racchiude tutti e tre i capisaldi del PAV. In questo caso non sono io ad inventarlo ma è stato il mio professore di Geometria e Algebra Lineare durante il corso di Fisica che ho seguito in questo primo semestre per ricordare l’inversa del prodotto tra matrici. Se A e B sono due matrici, tralasciando cosa sia una matrice, questa proprietà, nota come l’inversa del prodotto tra matrici, mi è stata spiegata così per essere ricordata: se mi metto prima le calze (A) e poi le scarpe (B), per toglierle (e fare dunque l’operazione inversa) devo togliere prima le scarpe e poi le calze. Questo esempio è proprio come mettere in pratica il metodo del PAV.

Così si creano tutte le immagini che si devono memorizzare, che sia un titolo di un libro, il luogo di una grande battaglia, la data di un avvenimento (vedremo come memorizzare anche i numeri) o un elemento della lista della spesa.

LINK METHOD

Quando vogliamo memorizzare più informazioni, possiamo creare una catena ad anelli. Infatti, se colleghiamo la prima immagine, che sarà un’azione paradossale vivida, con la seconda, con le stesse caratteristiche, e facciamo comunicare le scene, sarà facile creare una giuntura tra due elementi. Se poi la seconda si raccorderà ad una terza e quest’ultima ad una quarta, ecco che avremo creato una collana di perle l’una collegata alle altre, che conterrà tutte le informazioni in esame. Così quando richiameremo la prima, ci ricorderemo la seconda perché saranno legate, che si attaccherà alla terza e così via.

CONVERSIONE FONETICA

Questo strumento, come si evince dal nome, serve per convertire i numeri in immagini, secondo un criterio logico. L’idea alla base è semplice. Si associa ogni numero ad una consonante seguendo uno schema fisso, e poi si formano delle parole a partire dalle consonanti. Così avremo trasformato un numero in un’immagine. Vediamo adesso come associare le cifre da 0 a 9 alle consonanti. Bisogna seguire la tabella riportata qui sotto: sembrerà difficile, ma poco dopo vi spiegherò come creare un legame tra il numero e la cifra. La conversione è la seguente:

1=T, D suoni dentali

2=N, GN suono nasale

3=M suono mugolante

4=R suono vibrante

5=L, GL suoni liquidi

6=C, G dolci, suoni palatali

7=C, G, K dure, suoni gutturali

8=F, V suoni labiodentali

9=P, B suoni labiali

0=Z, S, SH suoni sibilanti

Come potete notare, ad ogni cifra è associato un gruppo di consonanti, per poter trovare la consonante giusta per creare l’immagine di ogni numero.

Ora vi spiegherò un modo per ricordare gli accostamenti, sfruttando il principio del PAV, di cui ormai dovreste aver compreso il funzionamento.

1: se la punta dell’uno, che lo distingue da una “I” la si facesse scivolare perpendicolarmente alla verticale, si ottiene la T.

2: se si fa ruotare il due di 90° in senso orario si ottiene un simbolo molto simile alla N.

3: se si fa ruotare il 3 di 90° in senso antiorario si ottiene un simbolo molto simile alla M.

4: se si ribalta il 4 rispetto alla gambetta verticale e si aggiunge in basso una gambetta obliqua si ottiene proprio la R maiuscola.

5: se immagino di battere un 5 con la mano destra e stendo bene le dita, tra l’indice ed il pollice si creerà una L specchiata.

6: se scriviamo il sei velocemente dall’alto al basso e non portiamo bene a termine la chiusura del cerchio di cui è formato, verrà qualcosa di simile ad una G.

7: sono due i numeri che hanno C e G e sono consecutivi; dunque, il 7 è C e G dure.

8: se scrivo velocemente l’otto, stringendo l’ampiezza dei suoi cerchi di cui è formato e lo inclino un po’, ottengo qualcosa di simile ad una “f” in corsivo.

9: se mentre scrivo il 9 mi scivola la penna ed anche il secondo anello si chiude, ottengo una B riflessa rispetto all’estremo destro.

0: con cosa inizia la parola zero? Z

Ognuno di voi potrà ricordarsi le cifre come meglio crede, ma questo può già essere un possibile esempio di PAV applicato alla conversione fonetica. Il mio consiglio è, se volete veramente imparare le associazioni, di usare un generatore casuale di numeri da 0 a 9 ed in poco tempo, richiamando le immagini che avete creato, questi abbinamenti diventeranno vostri, e non dovrete più pensarci.

Ora facciamo qualche esempio di immagini associate ai numeri:

53= L + M = lama/lima/lume

25=N/GN + L = nilo/agnello

98= P/B + F/V = bava/puffo/baffo/pavè

627= C/G dolce + N/GN + C/G dura = ginocchio

E così via. Se bisogna memorizzare velocemente dei numeri e non si vuole creare ogni volta un’immagine da zero, perché può richiedere più tempo, prezioso quando si preparano gli esami, è utile crearsi uno schedario mentale, ovvero un elenco dei numeri da 00 a 99 più quelli ad una cifra, in cui generiamo già delle immagini predefinite. Così, quando dovremo memorizzare un numero, non servirà elaborare un’immagine da zero, ma richiamarla da un elenco mentale. I numeri a più cifre possono essere letti a blocchi di due (e.g. 3246= 32-46= mano-riccio=penso di mettere la mano su un riccio e di pungermi forte).

Consigli per creare le immagini: sempre per riallacciarsi all’idea del PAV il mio consiglio è di usare situazioni forti, magari turbanti, figure che vivono e ci provochino uno stato d’animo positivo o negativo. Vi faccio un esempio concreto: numero 16 = T/D + C/G dolce. Si potrebbe generare l’immagine “doccia”, ma non è molto forte, mentre se per esempio si sceglie “duce”, di sicuro la nostra emotività sarà turbata ed accompagnata da tutte le emozioni ad esso collegate e quando richiameremo l’informazione ci ricorderemo bene cosa ci comunica, in quanto di sicuro non sarà un’immagine passiva, ma legata a sentimenti. Ora che avete capito andate a crearvi il vostro schedario mentale.

PALAZZO DELLA MEMORIA

Siamo giunti all’ultima tecnica da cui è partito tutto: il palazzo della memoria. Per rendere il numero di informazioni memorizzabili ancora più alto potete usare il palazzo della memoria, proprio come abbiamo fatto insieme nello scorso articolo, con gli Idilli di Leopardi. Ogni tipo di informazione, creato sulla base del PAV, legata con le altre con il Link Method e, se si tratta di un numero convertita foneticamente, può essere inserita in un palazzo della memoria, ovvero un luogo conosciuto, che ripercorrendo ci comunicherà le informazioni. Ecco alcuni consigli per riempire correttamente il palazzo:

  1. Scegliete un luogo/edificio che conoscete
  2. Scegliete le stanze/parti del proprio palazzo da riempire
  3. Per ogni stanza scegliete i loci ovvero i luoghi dove inserire le informazioni
  4. Non scegliete un locus se ne sono presenti due nella stanza (e.g. se ci sono due divani non scegliete il divano, perché è facile confondere le immagini che sono su uno e quali sono sull’altro)
  5. Decidete subito se, quando entrate in una stanza, vi muovete in senso orario o antiorario. D’ora in poi, ogni volta che sceglierete come riempire un locus seguirete questa convenzione, così da tenere in ordine le informazioni.
  6. Prima di iniziare a riempire il palazzo provate a pensare a tutti i loci che avete scelto, chiudendo gli occhi (e.g. entro nella stanza, vedo il letto, poi la scrivania, poi la finestra, ecc.).
  7. Non mettete liste troppo lunghe in un singolo luogo; io normalmente pongo 2 o 3 informazioni per ogni locus, anche se è possibile metterne anche di più. È meglio però creare catene più brevi, ma forti.
  8. Non serve un luogo che conoscete alla perfezione per poterlo usare come palazzo della memoria, ma anche un edificio che so a grandi linee come è fatto. Nessuno verrà mai a chiedervi se sopra la tv c’è un quadro oppure uno specchio, ma se ve lo ricordate lo potete scegliere. Va benissimo anche la casa dell’amico delle elementari: più luoghi sapete più ne potete utilizzare, ma se in una stanza non vi ricordate cosa c’era, potete tranquillamente mettere una singola immagine, oppure poche, senza andare troppo nello specifico.

Questi sono tutti gli strumenti che vi servono per riuscire a memorizzare qualunque tipo di informazione. So di aver messo tanta carne al fuoco, ma il mio consiglio è di esercitarvi a partire proprio da ciò che ho spiegato. Quindi, per fare pratica potete:

  • Provare a creare immagini seguendo il PAV
  • Esercitarvi con i numeri da 0 a 9
  • Creare il vostro schedario mentale
  • Richiamarlo generando numeri casuali da 00 a 99, ricordando di includere anche le singole cifre

Con un po’ di pratica vedrete che riuscirete in fretta ad apprendere queste potenti tecniche e usarle in ogni contesto vi serva. Nel prossimo articolo vedremo insieme ancora qualche consiglio per usare al meglio queste mnemotecniche per migliorare il proprio metodo di studio.

Vi lascio un esercizio di prova per mettervi in gioco in prima persona: dovrete tentare di memorizzare i periodi analizzati nel corso di Lettere “Letteratura e Storia della Lingua Latina”, ringraziando chi mi ha fornito il materiale in aula studio 😉

Le epoche da memorizzare sono le seguenti, con il nome, imperatore e quelle che ce l’hanno anche la datazione. Potete dare per acquisito che tutti gli anni sono avanti Cristo. Ecco i periodi:

  • Oratoria preletteraria, da Appio Claudio Cieco, 280 a.C.
  • Epoca di Catone, 234-149
  • Epoca di Sant’Emiliano, 185-129
  • Epoca dei Gracchi
  • Epoca di Antonio e Crasso, 140-90
  • Epoca di Artensio, Cesare, Cicerone, Bruto, 144-43
  • Epoca Augustea
  • Oratoria del primo impero
  • Oratoria della tardo antichità

Nel prossimo articolo ci soffermeremo di più sul metodo di studio, ma questo esercizio, se avete allenato bene le basi come spiegato prima, sarà sì complicato, ma vi stimolerà a mettervi in gioco. La prossimo volta partirò da qui per darvi qualche spunto di come creare le immagini. Non vi resta che sperimentare. Buon divertimento!

 

Giulio Pich
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