Se volete leggere i voti sono al fondo, prima sproloquio un pochetto per spiegare cosa ho fatto.
In tre anni di collegio per qualche motivo in cucina al quarto piano mole abbiamo avuto più volte discussioni sull’esistenza del libero arbitrio. In tre anni di collegio in cucina al quarto piano mole conosco quasi tutti e da sempre so di conoscere poca gente dagli altri piani.
Quindi mi sono detto: “dopo tre anni di collegio perché non testare il mio libero arbitrio e conoscere la gente andando nella altre cucine?”. E perché non farlo in maniera un po’ random per stupirmi e stupire? L’arte surrealista spesso è composta da accostamenti inconsueti: accostamenti tra cose che generalmente appartengono a piani e contesti diversi. Non voglio mettermi sul piano del Telefono aragosta di Dalì, ma volevo che qualcuno si chiedesse: “Cosa ci fa Simone del quarto piano a cenare sul mio piano?”. Non sono il primo in assoluto che cena in altri piani, ma prima d’ora io in particolare non l’avevo mai fatto. Tutte le volte che l’ho fatto per questa recensione è stato molto imbarazzante per me, ma era una sfida personale.
È un’idea che avevo da tempo, ma che ho messo in atto solo tra maggio e luglio 2026: non il periodo migliore causa sessione, lo so. Ho cercato di andare sempre nei momenti di maggiore occupazione della cucina a cena e inizialmente senza rivelare il mio obiettivo ai commensali, fino a quando qualcuno non me lo chiedeva o al punto in cui l’imbarazzo era troppo per me e dovevo scrollarmelo di dosso.
I giudizi sono opinabili e dipendono dalle persone, dal giorno, dall’ora, dal clima e da tutto. Manca il quarto piano, perché essendo il mio piano ho troppi bias pregiudizi, quindi vi invito a recensire il mio piano e, perché no? invito anche voi a recensire di nuovo gli altri piani e le altre sezioni.
Se non ricordo male, Rebecca del terzo piano ha suggerito le categorie di voto: location, accoglienza, discorsi, pulizia. Durante ogni cena ho cercato di svolgere un’indagine antropologica su come ogni piano usa la cucina, cioè essenzialmente ho cercato di capire se ci sono cose comuni e come vengono pulite, visto che qualcuno che le lascia sporche c’è sempre. In seguito, ho fatto una visita turistica delle attrazioni del piano.
Al momento della scrittura non sono ancora andato al piano zero: non so se ci andrò perché non vorrei ingombrare quello spazio così piccolo più del dovuto.
TERZO PIANO, 13 maggio
Location: 9,5 se non ricordo male c’erano ancora le luci di Natale, la cucina è veramente massimalista e molto personalizzata.
Accoglienza: 8 alla fin fine molti li conoscevo e dopo una decina di minuti sono stato abbastanza incluso nei discorsi. Mi hanno chiesto esplicitamente “che ci fai qui?”. C’era pochissimo spazio, ma in realtà cercavo proprio i momenti di affollamento.
Discorsi: 6,5 niente di strano.
Pulizia: 5,5 tutti i ripiani e le superfici della cucina che vedevo erano piene di cose, non so se pulite o sporche. Meglio non controllare.
SECONDO PIANO, 19 maggio
Location: 8,5 lavagna pienissima, peccato che non si possa aggiungere più nulla.
Accoglienza: 7,5 alle 20 non c’era nessuno, pian piano la cucina si è popolata e abbiamo giocato all’impostore. Mi ha fatto molto piacere.
Discorsi: 6,5 pensavo che in un piano-setta (il secondo ha questa nomea e loro stessi me l’hanno confermata) con così tanta lore ci fosse più pazzia. Magari passerò un’altra sera, ma è anche colpa mia visto che con Fede Chiesa ho parlato di quella parola con la T che spaventa tutti gli universitari. In compenso ho imparato il concetto di cacazibetto: un uomo che ha un’attenzione esagerata nell’abbigliarsi e profumarsi. Questa definizione è della Treccani, ma grazie a chi del secondo me l’ha spiegata. Mi hanno chiesto anche loro esplicitamente “che cosa ci fai qui?”.
Pulizia: 10 per avere così tanta roba in cucina, pochissima era sporca sui lavandini, almeno per gli standard del quarto piano. Forse è un voto esagerato? Non lo so, ma quella sera mi hanno lasciato quest’impressione.
PRIMO PIANO, 2 luglio
Location: 7 cucina ordinata. Molto bello l’album fotografico, corridoio per nulla personalizzato. Nulla da dire per il balcone gigante (su cui, confesso, negli anni ho fatto cadere per sbaglio una spatola di plastica e un pezzo di pesca, perdonatemi), peccato che non si veda il monte dei cappuccini come nei piani alti (il quarto piano non sarà mai secondo a nessuno sul piano della vista del paesaggio dal balcone del piano).
Accoglienza: 3 ho beccato un momento con poca gente. Le persone, giustamente, parlavano tra loro e forse è anche difficile includere un tizio che arriva a caso in un momento a caso.
Discorsi: 10 discorsi più pazzi che ho sentito. Argomenti disparati e assurdi con un po’ di omofobia e razzismo (ironici) ogni tanto. Molto divertenti. Ho scoperto che le mucche senza toro si ingroppano. Interessante.
Pulizia: 9 alcune cose in comune ci sono. Visto che sono in pochi non si sporcano, quindi non c’è un’organizzazione per pulirle.
Spero di non essermi guadagnato un’ostracizzazione da ogni cucina della sezione, spero di poter tornare da tutti voi. Lancio l’idea di andare in sezione Po: non penso che lo farò; quindi, se c’è qualcuno di intraprendente, regalo volentieri l’idea
